BERLIN EXPERINCE

Articolo che il giornale Berliner Morgenpost nota testata berlinese mi ha dedicato.

Traduzione:

"La strada è il loro palco. I passanti e viaggiatori della Metro sono il loro pubblico. I musicisti di strada di Berlino sono tutt'altro che dilettanti che vogliano raccogliere la loro mancia quotidiana. Alcuni hanno frequentato un conservatorio e suonato in grandi sale da concerto.

Questo ha fatto il suonatore di blues Federico Ficarra di Venezia, che suona qui davanti alla stazione della Metro a piazza Potsdam. Berlino è per lui solo una stazione di passaggio. Il suo progetto é di andare negli Usa. Nel giornale berlinese illustrato cinque stelle del posto raccontano la loro vita a Berlino e i loro concerti davanti al pubblico di passanti.

Se Federico Ficarra fosse nato nel 16 secolo, forse non sarebbe partito per Berlino.

Allora Venezia era ancora la città della musica per eccellenza. Vivaldi componeva i suoi concerti per violino e la Scuola Veneziana attorno a Claudio Monteverdi favoriva con le sue composizioni il passaggio dal Barocco al Rinascimento.

Ma questo è ormai lontano, i tempi del progresso musicale sono passati. " I veneziani non hanno più lo spirito per la musica" dice il musicista nato nella città lagunare, e il suo sguardo, attraverso gli occhiali, è un po' triste. "Il mio professore all'Università non era in grado di spiegare che cos'é una scala pentatonica”.

Per il proprio rinascimento musicale Ficarra doveva venire a Berlino. "Tutti a casa mi dicevano che a Berlino ci sarebbero state molte possibilità" ricorda lui. Si sente subito la sua voce baritonale, prima di scendere le scale verso la linea 2 della Metro a piazza Potsdam. Ficarra sta lì in jeans e pullover. Un uomo e la sua chitarra nella corrente dei passanti. I suoi occhi sono chiusi mentre suona "Big Road Road Blues” di Tommy Johnson.

Lo canta con energia con il suo particolare accento italiano. Una giovane signora cerca il proprio portamonete, Federico sorride.

Talvolta si arrabbia perchè può suonare solo cover: per le proprie composizioni di Blues con pizzicato c'è troppo rumore nel tunnel.

Allora lui ritorna ai classici, come House Of The Rising Sun, così può suonare con forza sulle corde in La minore. Il pragmatismo conta. Con questi Classici è facile colpire la gente: il 24 enne guadagna nei giorni buoni 20 e all'ora.

Per Federico Ficarra suonare alla stazione di Potsdamer Platz è solo un piccolo gradino: Berlino è solo una metà di passaggio del suo viaggio verso gli USA dove vuole atterrare un giorno per studiare la musica afroamericana.

Federico non è un dilettante, è un accademico. A Venezia si è diplomato come tecnico del suono e musicista.

Poi ha lavorato ad un sistema di ascolto virtuale che permette agli ascoltatori di capire da quale direzione affluiscono le onde sonore. Quindi lui desiderò rivoluzionare la ripresa dei concerti classici, componeva lui stesso Blues. "La musica afro-americana mi è sempre piaciuta tantissimo. Forse perchè l'ho sempre ascoltata con la mia ragazza" racconta. In Internet è possibile ascoltare le sue registrazioni: jazz pieno di temperamento con folli assoli di pianoforte. Qualcosa di pazzesco, ma bello.

Dopo tre ore la musica di strada diventa noiosa, afferma Federico, mentre corrono in massa le persone davanti a lui. Per ora la musica è la sua sola risorsa. Nei treni non vuole suonare, sarebbe troppo costrittivo. Federico è libero, può venire, andare, quando vuole.

A Venezia però non vuole tornare così presto. Nel suo profilo Facebook il suo luogo di nascita risulta essere New Orleans.

 

Autore Andrea D’Addio

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